Gravidanza e lavoro: nuove procedure per l’interdizione anticipata al lavoro

Marzo 26, 2026Notizie
A far data dal 1° aprile 2012, dall’art. 15 del Decreto Legge 9 febbraio 2012 numero 5, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 33 del 9 febbraio 2012, La procedura di interdizione dal lavoro per “gravi complicanze della gestazione e/o preesistenti pregiudizievoli forme morbose” di cui all’art. 17 lett. a) del D. Lgs. 151/2001 è stata devoluta in via esclusiva all’Azienda Sanitaria Locale territorialmente competente.
Scarica il Decreto Legge completo nella sezione “Riferimenti Legislativi“.
La richiesta di interdizione anticipata per maternità (gravidanza a rischio) si attiva ottenendo un certificato medico da un ginecologo del SSN (pubblico o convenzionato).
La domanda va poi presentata alla ASL/Medicina Legale (per gravi complicanze) o all’Ispettorato del Lavoro (per mansioni a rischio) tramite modelli dedicati, via PEC o a mano, con certificato e documento d’identità.
Procedura Dettagliata:
- Certificazione Medico-Sanitaria: Il primo passo è farsi rilasciare un certificato medico da uno specialista ginecologo del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che attesti la “gravidanza a rischio”.
- Domanda alla ASL (per complicanze): Nel caso di gravi complicanze, la domanda va presentata al Distretto Sanitario/Medicina Legale della ASL di residenza, spesso tramite il loro sito (modulistica) o via PEC.
- Domanda all’Ispettorato del Lavoro (per mansioni a rischio): Se il lavoro è pericoloso o gravoso e non è possibile lo spostamento ad altre mansioni (spesso confermato da un aggiornamento del DVR), la richiesta si invia all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
- Documenti richiesti:
- Fotocopia del documento di identità.
- Certificato medico in originale.
- Modulo di istanza (disponibile sul sito della ASL o dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro).
- Esito: Una volta emesso il provvedimento di interdizione, questo viene trasmesso all’INPS (consigliabile inviarlo anche autonomamente tramite il portale INPS).